La 32a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

La 32a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

La 32a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si svolgerà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio e lunedì 18 febbraio 2019 ha ufficialmente riconquistato il suo marchio. É questa la notizia che sta rimbalzando in modo virale tra i media locali e nazionali.
«Se devo trovare un senso a tutti i momenti difficili che abbiamo attraversato nella gestione della crisi del Salone del Libro – dichiara l’assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi – è quello di poter dire oggi con orgoglio che il Salone è di Torino e del Piemonte, come cuore pulsante di un evento nazionale.

Il marchio della manifestazione è stato assegnato definitivamente all’associazione ‘Torino, città del libro’, una soluzione che abbiamo fortemente voluto perché ha garantito equità e il rispetto per quanti avevano creduto nel Salone del Libro, contribuendo negli anni al suo successo. Vorrei ringraziare quanti ci hanno sostenuto nelle fasi più complesse di questa vicenda: dall’Adei a Massimo Bray, e naturalmente Nicola Lagioia, per aver scommesso sul Salone in un momento in cui era difficile farlo».

La rassegna può continuare dunque a chiamarsi Salone del Libro, ed è questa la grande svolta. Ci sono voluti un anno e due mesi, dal giorno in cui l’ex Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica è stata messa in liquidazione al 18 febbraio, giorno in cui il marchio è stato formalmente trasferito alla nuova associazione culturale “Torino, la Città del Libro”. Restano tre mesi per organizzare la 32a edizione.

Molti sono gli attori che hanno contribuito alla sopravvivenza, prima, e alla rinascita,
poi, del Salone. In primo piano i fornitori-creditori, quelli cioè che compongono
l’associazione “Torino, la Città del Libro” ora proprietaria, oltre che del marchio, anche dell’intero compendio archivistico. Oltre all’appoggio della Regione, si è potuti
arrivare a questa soluzione grazie al sostegno della Fondazione Crt e della Compagnia di San Paolo.

E come precisa l’assessora Parigi, «è stata questa soluzione a garantire equità e rispetto per quanti avevano creduto nel Salone, contribuendo al suo successo negli anni».

Il Salone sarà più grande quest’anno perché potrà contare su 14.000 metri quadrati
in più grazie alla possibilità di utilizzare l’Oval. Il compito della programmazione culturale e della comunicazione spetta al Circolo dei Lettori, mentre il Ministero dei Beni culturali continuerà a riconoscerne il ruolo nazionale ed internazionale. A questo
punto anche “Torino, la Città del Libro”, finora rappresentata da un numero ridotto
di creditori, potrà ampliarsi.

Il direttore del Salone, Nicola Lagioia è molto soddisfatto di questa soluzione, anche se
il tempo è poco per costruire un altro Salone capace di rendere giustizia alla sua storia
e a ciò che rappresenta per tutti, ma anche per farlo crescere. Il programma sarà annunciato durante la prima conferenza stampa, che si terrà il 6 marzo prossimo.
«Abbiamo dimostrato che si può vincere solo quando c’è la forza di una comunità – ha
aggiunto Parigi – e credo che questa storia possa diventare un momento di riflessione
sull’urgenza di costruire condivisione sui grandi obiettivi della nostra regione e della nostra città»

Se non sapete da che parte cominciare, forse queste indicazioni vi faranno decidere a buttare “su carta” il vostro progetto di scrittura. Spesso infatti online si trovano consigli su come scrivere letteratura, ma meno indicazioni sul saggio. Con questo brevissimo articolo spero di essere utile a chi cerca informazioni su questo argomento.

Potete sfruttare queste indicazioni di massima anche per scrivere un manuale: in questo caso siete più liberi e potete utilizzare questi punti per aiutarvi nella stesura senza che siano particolarmente vincolanti per quel che riguarda la struttura/impalcatura di costruzione dell’opera.

Stabilite l’argomento
A questo scopo vi può essere utile scrivere per voi stessi una breve sinossi, un riassunto di ciò di cui il libro andrà a trattare. In questo modo non andrete fuori tema e vi sarà sempre chiaro a che punto vi trovate, da dove venite e dove state andando con lo scritto. Per di più saprete di volta in volta quali documenti, testi o dati vi serviranno. A proposito di questi, scrivete fin ad subito la bibliografia, così non perderete nessun titolo e nessun link, che dovrete indicare alla fine del testo.

Decidere a chi è rivolto il testo
Si tratta di un pubblico specialistico o di media cultura? Sapendo questo, stabilirete il registro linguistico da adottare. Se è un manuale divulgativo, scriverete con un registro medio.

Chiarite a voi stessi lo scopo dello scritto
Se lo avete ben presente, avrete anche una linea guida di massima su come trattare l’argomento e saprete che direzione prendere.

Decidete il punto di vista
Argomento-esempio: parlare di agricoltura. Chiedetevi da dove volete vedere il vostro tema: dalla parte del contadino?

Scegliete lo stile da adottare
Nel saggio la chiarezza viene prima di tutto, insieme alla corretta informazione. Potete usare uno stile piacevole se volete, ma ne basta uno lineare e chiaro. Se l’argomento è molto tecnico, essere asciutti ed essenziali può essere la miglior strategia; fondamentale qui è la sicurezza, l’attendibilità e l’aggiornamento delle fonti.

Ultime indicazioni
Nel saggio dovete descrivere, illustrare, difendere una tesi/opinione. Aggiungete sempre dati, studi sull’argomento, esempi e soluzioni di carattere pratico.

Il saggio è composto da: tesi e sua confutazione, antitesi e sua confutazione; finale/conclusioni. Potete trattare queste parti con la sequenza appena detta; così si fa normalmente. Potete però anche trattarle miscelando le varie componenti e fondendole tra loro, purché il tutto sia limpido e segua un ordine.

Nello scrivere siate chiari, usate la logica, esponete le idee consequenzialmente.

Aiutatevi con liste e schemi per organizzare il lavoro: essi potranno anche costituire il vostro indice dell’opera.

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