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Le nostre PUBBLICAZIONI

  • l’Infinito oltre lo sguardo

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    di Paola Grimaldi
    Nata a Reggio Emilia, Paola vive a Montalenghe dove lavora e scrive.
    Ha studiato pittura e disegno nello studio torinese del pittore Piero Martina.
    Da sempre si è dedicata alla letteratura e alla pittura, nello stesso tempo ha insegnato nelle
    scuole medie.
    Ha esposto alcune tele in varie gallerie d’arte piemontesi.

    20,00
  • Per sempre donna

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    L’amore non è mai una scelta facile.
    Emma lo sa bene e nonostante si sia chiusa a riccio dopo la fine della sua storia più importante, ha voglia di innamorarsi ancora.
    Anche Andrea ha sofferto, per colpa della sua famiglia, degli amici, dei colleghi, delle donne, mai a causa sua.
    Due vite contrastanti, due mondi opposti destinati a incontrarsi, costretti a viversi.
    Restare o scappare?
    Combattere o arrendersi?
    Vivere o morire?
    Le risposte non tarderanno ad arrivare e, in alcuni casi, peseranno come macigni sul petto.
    Dolore, sofferenza, rammarico, tormento.
    Vivere è l’unica cosa che conta davvero.
    Riuscirà Emma a capirlo per tempo e a vincere la sua battaglia?

    di Roberta Fontana


    Nata a Torino il 9 maggio 1984.
    Nonostante gli studi mi abbiano condotto su altre strade, la mia vera passione è sempre stata legata ai libri. Vivere nei miei due mondi paralleli tra loro, quello reale e quello dei “miei libri” mi ha da sempre affascinato.
    Alla mia penna ancora acerba è stata concessa la possibilità di raccontare due fantastiche storie di vita, due libri veri, sentiti, emozionanti.
    Per sempre donna nasce per raccontare una parte di me, della mia vita.
    Come?
    Ascoltando semplicemente il cuore è sempre lui a suggerirmi le parole giuste.

    15,00
  • La foresta dei sapori

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    Bruno parte da Belluno per trascorrere un anno come volontario dei Corpi Civili di Pace in Ecuador, alla scoperta della natura della Selva amazzonica, della cultura indigena e soprattutto della cucina ancestrale. Arrivato a destinazione Bruno inizia il suo servizio con la Ong Engim Internazionale, rendendosi presto conto che l’influenza del mondo occidentale ha fortemente cambiato la tradizione indigena. I piatti che vengono serviti come ancestrali non vengono preparati con gli ingredienti della chakra, il sistema agricolo ancestrale, ma vengono realizzati con prodotti della cucina occidentale. Bruno vuole creare qualcosa di più autentico che attinga la propria forza dalla terra e dalla storia del popolo Kichwa, verso la ricostruzione di un’identità perduta. Ed è così che il primo laboratorio di “cucina amazzonica” prende vita. Si susseguono incontri importanti con particolari personaggi che segnano la coscienza e la conoscenza di Bruno: un anziana signora dagli occhi di serpente, un cioccolataio belga per un laboratorio esplosivo, la cuoca ancestrale Alicia Illianes e tutte le diverse warmis (donne) incotrate lungo il percorso alla scoperta delle vere tradizioni indigene. Per Bruno questa esperienza è stata un tuffo in un paradiso sconosciuto, dal Bosco delle Castagne dietro casa a ridosso delle Dolomiti, ad un’immersione profonda nel cuore dell’Amazzonia.
    Oggi Bruno lavora con l’associazione di Promozione Sociale NINA APS, ed ha intenzione di continuare a lavorare con le donne nel campo della sicurezza alimentare, sia in Italia che in America Latina.

    di Bruno Selvestrel
    Nato a Belluno il 10 aprile 1992, nel 2016 si laurea in Mediazione Linguistica e Culturale alla Ca’ Foscari di Venezia.
    Per diversi anni si dedica a perseguire le sue due più grandi passioni: la cucina ed il mondo del sociale, lavorando nella ristorazione e nel mondo del volontariato in diversi paesi europei.
    Nel 2017 arriva nell’Amazzonia ecuadoriana grazie al programma intitolato Corpi Civili di Pace promosso e finanziato dal Ministero del lavoro delle politiche sociali, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della Cooperazione Internazionale.
    L’esperienza di un anno viene gestita sul territorio dalla Ong ENGIM Internazionale attiva da molti anni in Ecuador ed in diversi paesi nel mondo.
    Dopo questa esperienza diventa socio fondatore e vice presidente dell’associazione di Promozione Sociale NINA APS, con la quale intende continuare a lavorare con le donne nel campo della cooperazione internazionale e della sicurezza alimentare.

    10,00
  • Tabula rasa – la storia dell’ICAR di Michel Tapié de Céleyran

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    Dedichiamo a Michel Tapié de Céleyran il terzo atto di un percorso iniziato con l’autobiografia della pittrice Nene Martelli (1927) nel 2017 e proseguito con la ricostruzione della vita e dell’opera dello scultore Gianni Fenoglio (1909-1968) nel 2019. Michel Tapié (1909-1987), l’amateur d’art che Nene incontrò nel 1959, è il vertice indiscusso del triangolo proposto e con lui si apre a Torino nel 1960 una stagione, quella dell’art autre, che avrà il suo centro pulsante nell’ICAR – International Center of Aesthetic Research – che sarà operativo fino al 1977.
    Questo libro vuole essere una testimonianza del periodo proprio a partire dall’Archivio di Nene Martelli e una guida agile e orientativa per chi vuole muovere i primi passi nella Torino artistica di quell’epoca, un compendio a uso delle nuove generazioni di amatori d’arte.

     

    di Chiara Maraghini Garrone, storica dell’arte, libera consulente presso la GNAM di Roma, la GAM e il MNC di Torino, la Soprintendenza di Aosta e di Torino, il Civico Archivio Fotografico e la Pinacoteca del Comune di Milano, si è dedicata alla catalogazione di fondi imponenti come quelli di Hendrik Christian Andersen, Alfredo d’Andrade, Domenico Peretti Griva.
    Si è laureata alla ‘Sapienza’di Roma con una tesi sulla critica all’urbanistica portata avanti dall’Internazionale Situazionista.

     

    Aperto da una delicata prefazione che GiovanniCordero dedica a Nene, il libro raccoglie anche locandine delle mostre, fotografie delle inaugurazioni e testi inediti tratti dal Fonds Michel Tapié della Bibliothèque Kandinsky di Parigi.

    20,00
  • Il mondo che vorrei

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    Ho conosciuto sia in Patria sia all’estero molte persone, ovunque ho trovato le stesse sofferenze e le stesse gioie, pur vissute in modo culturalmente diverso. Alla fine, ho capito che il mondo, in realtà, non è mai cambiato: perché? Non sono bastati i sacrifici compiuti dai nostri predecessori? Non sono state sufficienti le guerre combattute in ogni luogo, con i relativi milioni di morti? Le ingiustizie perpetrate, la mala politica, le sopraffazioni, non sono state abbastanza? Perché da millenni continuiamo a farci del male l’uno contro l’altro?…

    di Roberto Centofanti

    20,00
  • Gioco a sarte scoperte

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    Con ironia l’autore cerca di accompagnare il lettore nei reconditi sotterfugi dei doppi sensi, insinuando messaggi più o meno intuitivi per portare alla luce la parte nascosta delle parole.
    Gli epigrammi aiutano con un sorriso a fare uno sforzo di comprensione scivolando sulle sfumature che si celano tra l’impercettibile e il rilevante, provocando sensazioni di stupore, meraviglia, ma anche di sconcerto.

    15,00
  • La vita ritrovata

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    “In questo libro non c’è niente di inventato.
    Tutto quello che ho scritto è la pura verità, è tutto ciò che ho vissuto personalmente, senza omettere né aggiungere nulla.
    Le cose più lontane nel tempo, avvenute prima della mia nascita, mi sono state raccontate da mia madre, dalle mie zie e dai miei nonni”.
    di Anna Truono Spalletti

    15,00
  • Tobia freccia volante

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    Questo libro di Adriana Valabrega (oppure “dell’autrice”, se preferisci) dev’essere considerato nel suo insieme, non come se si trattasse di una raccolta composta da racconti non collegati fra loro, ma come la successione di capitoli che costituiscono un’unica opera.
    I personaggi di cui parla Adriana Valabrega sono infatti quasi tutti lievi, un po’ spaesati, sicuramente a disagio nel mondo in cui si aggirano; a volte qualcuno li aspetta, a volte sono loro ad aspettare.
    Anche la scrittura dell’autrice è lieve, fine, e segue con delicatezza quello che accade a Ruth, ad Abra, a Tobia e a tutti gli altri, persone di cui prendersi cura. Fa da sfondo la sua vastissima cultura filosofica e letteraria, con una predilezione che non riesce a nascondere, quella per Rainer Maria Rilke. Il lessico è accurato e non manca la ricercatezza, ma Adriana Valabrega non vuole stupire con sperimentazioni linguistiche o narrative. Non scrive per un pubblico. Scrive e basta. Alcuni aspetti, alcuni momenti della sua narrazione sanno sorprendere, accade qualcosa che non ci aspettavamo e i personaggi si rivelano improvvisamente molto meno fragili di quanto credessimo: la scrittura ci lascia in superficie a galleggiare e a cullarci per un po’ e dopo ci risucchia nel vortice del loro inconscio, dove le acque sono tutt’altro che tranquille.
    Questa è soltanto una delle cifre dello stile dell’autrice, che definirei “realismo onirico”.
    di Adriana Valabrega

    15,00

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L’Archivio di Nene Martelli

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Venerdì 10 Maggio 2019 – ore 15 Presentazione delle poesie di Adriana Valabrega “Giochi d’acqua” con introduzione di Vittoria Grimaldi

Al Salone Internazionale del Libro di Torino la presentazione Comunicato stampa - Presentazione - Giochi d'acqua Venerdì 10 Maggio - ore... leggi tutto

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