FUGGENDO VERSO IL MARE
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Al tempo stesso tragica e corrotta, la Croazia guidata dal movimento ustaša di Ante Pavelić fa da sfondo a questo nuovo capitolo del cosiddetto “complotto del bene”, un’indagine che, seguendo un unico filo conduttore, si dipana dalla Provenza e dalla Savoia, passando per la Dalmazia, fino a giungere alle coste greche del Mar Egeo. “Fuggendo verso il mare” permette di comprendere come tutto iniziò, ovvero quando e in che modo una parte
della classe dirigente italiana, decise, fra il 1942 e il 1943,
al culmine della Seconda Guerra Mondiale, di tutelare attivamente dalla deportazione migliaia di ebrei rifugiati nei territori di occupazione controllati da Roma. Fu una decisione dettata da un sincero umanitarismo o da un calcolo politico intriso di cinismo? Oppure da entrambe le cose? La storia raccontata in questo libro funge senza dubbio da prologo alla lunga indagine cui si accennava, illustrando passo dopo passo, grazie anche all’utilizzo di numerosi documenti originali appartenenti all’ambito
sia militare che diplomatico, le vicissitudini di alcune migliaia di ebrei balcanici e centro-europei, i quali per più di due anni trovarono un insperato riparo all’interno della Dalmazia presidiata dal Regio Esercito. Un riparo che per molti di essi divenne senza dubbio scomodo nel momento in cui le autorità italiane optarono per l’internamento “protettivo” in diverse località della costa croata, e tuttavia preferibile al destino loro riservato se fossero caduti in mano al regime croato o ai tedeschi. Il continuo alternarsi fra i grandi temi di politica internazionale e i percorsi umani dei singoli rifugiati israeliti sono una costante di questo volume, con l’obiettivo di illustrare nella maniera più chiara possibile una vicenda complessa quanto affascinante.
di Lorenzo Matta
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